Loymatic B2B
← Tutti gli articoli

Prezzi e margini

Margine, ricarico, pareggio: cosa dicono

Margine, ricarico e prezzo di pareggio: che cosa dicono davvero i numeri del risultato

Sugli stessi identici numeri, Price Lab scrive 35,1% accanto a Margine di contribuzione % e 54,08% accanto a Ricarico %. Non è un errore e non è un arrotondamento: sono due percentuali che misurano due cose diverse. Il margine rapporta quello che resta al prezzo, il ricarico rapporta lo stesso importo al costo. Da questa differenza dipende se il prezzo che hai in testa è largo o stretto, e questa guida legge la pagina dei risultati voce per voce.

Due gruppi, due domande diverse

La prima cosa da capire della pagina dei risultati non è un numero: è che i numeri sono divisi in due gruppi, e rispondono a due domande diverse.

  • Redditività del servizio raccoglie prezzo, ricavi, costi e margini del solo servizio che stai analizzando. La riga sotto il titolo lo dice: Prezzo, ricavi, costi e margini riferiti soltanto al servizio modellato. Risponde alla domanda «questo servizio regge?».
  • Risultato complessivo dell'attività — stima fiscale raccoglie ricavi, costi, contributi, imposte e utile di tutta l'attività. Se vendi anche altro, comprende tutto quello che hai descritto oltre a questo servizio. Risponde a una domanda diversa: «l'attività regge?».

Confonderli è l'errore più costoso che puoi fare su questa pagina, perché porta a decidere un prezzo guardando il numero sbagliato. Un servizio può avere un margine ottimo mentre l'attività intera è in difficoltà, e può succedere anche il contrario.

Il secondo gruppo non compare sempre, e questo è voluto. Devi aver chiesto la stima di tasse e contributi nello step La tua attività e aver chiarito che cosa comprende l'attività: o questo servizio è tutto ciò che vendi, oppure hai descritto anche il resto. Se ti sei fermato a Mi basta capire costi e margine, la pagina mostra soltanto il primo gruppo: le voci fiscali non vengono mostrate a zero, semplicemente non ci sono.

Questa guida legge il primo gruppo. Il secondo contiene stime, non importi che ti sono stati chiesti, e va sempre verificato con il tuo commercialista o sui canali ufficiali di Agenzia delle Entrate e INPS.

L'esempio che seguiamo, e che cosa risponde lo schermo

Usiamo un esempio stilizzato: il salone Aurora e il suo servizio "Piega". Non sono i dati di un cliente reale, sono valori scelti per far vedere il meccanismo e sono gli stessi che ritrovi negli esempi dentro lo strumento. Se non hai ancora ottenuto un risultato tuo, la strada per arrivarci è nella guida al calcolatore prezzi gratuito.

Campo, con l'etichetta a schermoValore
Che cosa vuoi ottenereAnalizza il prezzo che pratichi oggi
Prezzo che il cliente paga oggi25,00 €
Materiali per servizio2,80 €
Minuti di lavoro per servizio45
Costo orario pieno16,00 €/ora
Altri costi che cambiano a ogni servizio1,00 €
Commissione di pagamento in percentuale1,5%
Commissione di pagamento fissa0,05 €
Quanta parte dei tuoi costi fissi annui riguarda questo servizio8.000 €
Clienti attesi nel primo anno540
Servizi medi per cliente all'anno2,5

Aurora si è fermata a Mi basta capire costi e margine, quindi la sua pagina mostra il solo gruppo Redditività del servizio.

In cima c'è l'esito principale, intitolato Prezzo, margine e ricarico, con tre numeri:

Voce dell'esitoValore
Prezzo attuale — totale cliente25,00 €
Margine operativo3.846,25 €
Ricarico54,08%

Subito sotto, Sintesi per la tua attività riscrive la stessa cosa in italiano corrente: Per il servizio, il prezzo attuale totale al cliente è 25,00 € e il margine operativo è 11,4% nell'anno 1. Il risultato riguarda solo il servizio: non include imposte e contributi.

Qui scatta il primo momento di smarrimento: sopra il margine operativo è 3.846,25 €, sotto è 11,4%. Non sono due risultati diversi. L'esito principale mostra quanto resta in un anno; la sintesi mostra quanto pesa lo stesso importo sui ricavi dell'anno. L'importo serve per valutare il risultato annuale, la percentuale per confrontarlo con ricavi o scenari di dimensioni diverse.

Price Lab: esito principale, sintesi, riquadro del livello della stima e griglia degli indicatori
L'alto della pagina dei risultati: l'esito principale, la sintesi in parole, il riquadro del livello della stima e l'inizio della griglia degli indicatori.

Le voci del gruppo «Redditività del servizio», una per una

Sotto la sintesi c'è la griglia degli indicatori. Ogni riquadro ha tre livelli di lettura: l'etichetta, una riga di supporto sempre visibile e, dietro al punto interrogativo accanto al valore, la definizione estesa. Le stesse definizioni sono raccolte in fondo alla pagina, in Glossario dei risultati, se preferisci leggerle tutte di seguito.

Questa è la mappa completa di quello che Aurora vede, nell'ordine in cui compare a schermo.

Etichetta a schermoValoreA che domanda risponde
Prezzo base lordo25,00 €quanto vale il servizio, prima delle voci che aggiungi in fattura
Totale cliente25,00 €quanto paga in tutto il cliente per un servizio
Prezzo di pareggio lordo22,11 €a quale prezzo il margine operativo arriva a zero
Ricavo lordo annuo33.750,00 €quanto incassa il servizio in un anno
Ricavo rilevante annuo del servizio33.750,00 €su quale parte di quei ricavi si misurano i margini
Costo variabile unitario16,23 €quanto costa ogni singola prestazione
Costi variabili annui del servizio21.903,75 €quanto costano in un anno tutte le prestazioni previste
Costi fissi annui assegnati al servizio8.000,00 €quale fetta di affitto, utenze e simili hai assegnato al servizio
Margine di contribuzione11.846,25 €quanto resta in un anno dopo i costi che cambiano a ogni vendita
Margine di contribuzione %35,1%quanto pesa quel residuo sui ricavi
Margine operativo del servizio3.846,25 €quanto resta in un anno dopo anche i costi fissi assegnati
Margine operativo del servizio %11,4%quanto pesa quel residuo sui ricavi
Ricarico %54,08%di quanto hai alzato il prezzo rispetto al costo
Ricavo medio per cliente62,50 €quanto ti lascia in un anno un cliente di questo servizio

Quattordici riquadri sono tanti da leggere tutti insieme. Le percentuali le vediamo nella sezione dopo, perché sono il punto in cui ci si confonde di più. Qui restano gli importi, e su quattro di loro vale la pena fermarsi.

Prezzo base lordo e Totale cliente: perché due riquadri con lo stesso numero

Nel caso di Aurora valgono tutti e due 25,00 €, e a prima vista sembra una ripetizione. Non lo è: sono due numeri che coincidono solo quando in fattura non aggiungi altro.

Prezzo base lordo è la parte di prezzo che riguarda il servizio. Totale cliente è quanto paga in tutto il cliente, e porta il badge Quanto paga il cliente proprio per non lasciare dubbi. I due numeri si separano quando al prezzo base si aggiungono voci in fattura, come una rivalsa o un contributo integrativo: il primo resta il prezzo del servizio, il secondo comprende anche quelle voci. L'IVA, quando prevista, è già compresa negli importi lordi e non basta da sola a creare una differenza fra i due riquadri.

Perché ti interessa: i margini che leggi più sotto non sono calcolati sul totale cliente, ma sulla parte che è davvero un tuo ricavo. È il motivo per cui esiste anche Ricavo rilevante annuo del servizio accanto a Ricavo lordo annuo: i due coincidono quando non c'è IVA da togliere, come qui, ma non è una regola generale.

Costo variabile unitario: 16,23 €, non 2,80 €

Il riquadro Costo variabile unitario dice quanto ti costa ogni singolo servizio che eroghi, e per Aurora sono 16,23 € su un prezzo di 25,00 €.

È il numero che sorprende di più chi guarda solo le fatture dei fornitori, perché i materiali sono solo 2,80 €. Dentro ci sono anche i 12,00 € di lavoro (45 minuti a 16,00 €/ora), 1,00 € di altri costi che cambiano a ogni servizio e la commissione di pagamento, che a 25 € di incasso vale 5 centesimi fissi più l'1,5% sul prezzo. Se questi numeri ti sembrano usciti dal nulla, l'articolo che spiega dove prendere ciascun dato fa esattamente quel lavoro.

Un dettaglio che vale la pena conoscere quando rileggi questo riquadro dopo aver cambiato qualcosa: la commissione in percentuale si muove insieme al prezzo. Il costo variabile unitario non è quindi una costante — se cambi il prezzo, cambia un po' anche lui.

Margine di contribuzione e Margine operativo del servizio: due gradini, non due sinonimi

Sono i due importi che raccontano la vita del servizio, e stanno uno sopra l'altro perché il secondo nasce dal primo.

  • Margine di contribuzione — 11.846,25 € — è quanto resta in un anno dai ricavi dopo i costi variabili, prima dei costi fissi. È il gradino che dice se ogni prestazione, presa da sola, lascia qualcosa.
  • Margine operativo del servizio — 3.846,25 € — è quello che resta dopo aver tolto anche gli 8.000,00 € di Costi fissi annui assegnati al servizio. È il gradino che dice se il servizio si paga anche la sua fetta di affitto, utenze e assicurazioni.

Il conto è tutto qui: 11.846,25 € meno 8.000,00 € fa 3.846,25 €. Il salto fra i due numeri è grande perché la quota di costi fissi è grande, ed è la ragione per cui un servizio può sembrare molto redditizio guardando il primo gradino e molto meno guardando il secondo.

Quale dei due guardare dipende dalla domanda. Se hai capacità disponibile e vuoi capire quanto contribuisce una prestazione in più, guarda il primo: i costi fissi non cambiano per quella singola vendita. Se stai decidendo il listino per l'anno, guarda il secondo, perché nel periodo previsto anche i costi fissi devono essere coperti.

Ricavo medio per cliente: 62,50 €, e che cosa non comprende

Ricavo medio per cliente è quanto incassi in media in un anno da un cliente di questo servizio: per Aurora sono 62,50 €, cioè 33.750,00 € di ricavi divisi per 540 clienti attesi.

La parte importante è nella definizione estesa: riguarda solo questo servizio, non comprende tutto quello che lo stesso cliente compra da te. Una cliente che fa la piega e compra anche un prodotto per casa vale più di 62,50 €, ma quel di più qui non si vede e non va aggiunto a mente. Se vuoi il valore completo della relazione con il cliente ti serve un'altra misura, che nasce dallo storico degli acquisti e non da una stima: è il mestiere degli analytics per programmi fedeltà, non di questa pagina.

Le tre percentuali della pagina, e perché non dicono la stessa cosa

Nella griglia ci sono tre percentuali. Sono tutte corrette, sono tutte calcolate sugli stessi identici dati, e dicono tre cose diverse. Se leggi la pagina senza sapere quale stai guardando, il rischio non è sbagliare di poco: fra la più alta e la più bassa ci sono quasi cinque volte.

Percentuale a schermoAuroraChe cosa mette al numeratoreChe cosa mette al denominatore
Margine di contribuzione %35,1%quello che resta dopo i costi variabilii ricavi
Margine operativo del servizio %11,4%quello che resta dopo variabili e costi fissi assegnatii ricavi
Ricarico %54,08%quello che resta dopo i costi variabilii costi variabili

Le prime due sono margini e si leggono allo stesso modo: cambiano perché la seconda ha tolto un pezzo in più. Il conto è quello del gradino che abbiamo appena visto — 11.846,25 € su 33.750,00 € di ricavi fa 35,1%, e 3.846,25 € sugli stessi ricavi fa 11,4%.

La terza è un'altra cosa. E vale la pena guardarla da vicino, perché è la percentuale che tutti usano parlando e quasi nessuno usa allo stesso modo.

Margine e ricarico sugli stessi numeri

Guarda la prima riga di questa tabella: nelle due colonne c'è lo stesso numero.

Margine di contribuzione %Ricarico %
Quello che resta in un anno11.846,25 €11.846,25 €
Diviso per33.750,00 € di ricavi21.903,75 € di costi variabili
Risultato35,1%54,08%
Risponde aquanto mi resta di ogni euro che incassodi quanto ho alzato il prezzo rispetto a quanto mi costa

Stesso numeratore, denominatore diverso. Non c'è nient'altro. Il margine divide per i ricavi, che sono il numero più grande, e quindi esce una percentuale più bassa. Il ricarico divide per i costi, che sono il numero più piccolo, e quindi esce una percentuale più alta. Sui numeri di Aurora, gli stessi 11.846,25 € diventano 35,1% o 54,08% a seconda di che cosa metti sotto la riga di frazione.

Lo strumento te lo ricorda dove serve: sotto Ricarico % c'è scritto, sempre visibile, si misura sul costo, non sul prezzo: sono due percentuali diverse e non vanno confrontate fra loro.

Sulla singola prestazione il ragionamento è identico e forse più immediato: Aurora incassa 25,00 € e spende 16,23 € per farla, quindi le restano circa 8,78 €. Quegli 8,78 € sono il 35,1% dei 25,00 € che ha incassato e circa il 54% dei costi che ha sostenuto. Se rifai il conto a mano con i centesimi che leggi a schermo trovi qualche decimale di differenza rispetto alle percentuali della pagina: è normale, perché lo strumento tiene più cifre di quelle che mostra e arrotonda solo quando scrive.

La tabella di conversione che risolve quasi tutte le discussioni

Da un ricarico si ricava sempre il margine corrispondente, e viceversa. Se inserisci le percentuali come numeri interi — per esempio 50 e non 0,50 — le formule sono:

  • margine % = ricarico % ÷ (100 + ricarico %) × 100;
  • ricarico % = margine % ÷ (100 − margine %) × 100.
Se il ricarico èil margine èDetto in parole
30%23,1%su 100 € di costo vendi a 130 €
50%33,3%su 100 € di costo vendi a 150 €
100%50%su 100 € di costo vendi a 200 €
200%66,7%su 100 € di costo vendi a 300 €

Qui sta l'equivoco più frequente delle conversazioni sul prezzo. «Ci guadagno il 50%» e «ci ricarico il 50%» sembrano la stessa frase e non lo sono: la prima descrive un margine del 50%, che corrisponde a un ricarico del 100%; la seconda descrive un ricarico del 50%, che lascia un margine del 33,3%. Fra le due ballano quasi diciassette punti su ogni euro incassato, ed è la ragione per cui due persone possono discutere di prezzi per mezz'ora convinte di parlare della stessa cosa.

Regola pratica per non sbagliare più: il margine non può superare il 100% e il ricarico sì. Se qualcuno ti dice una percentuale sopra il 100, sta parlando di ricarico per forza.

Il ricarico non tiene conto della quota di costi fissi

Una precisazione che evita di scambiare un ricarico generoso per un'attività che va bene. Il Ricarico % è misurato sui costi che cambiano a ogni vendita, non su tutti i tuoi costi: la quota di costi fissi che hai assegnato al servizio resta fuori da quel conto ed entra invece nel margine operativo.

È il motivo per cui un ricarico che sembra ampio può convivere con un margine operativo sottile. Sui numeri di Aurora, il 54,08% di ricarico e l'11,4% di margine operativo sono la stessa piega vista prima e dopo la fetta di affitto.

Il prezzo di pareggio: un riferimento costruito anche sul volume

Prezzo di pareggio lordo è il terzo riferimento che serve per leggere un prezzo, e per Aurora vale 22,11 €. La riga di supporto lo dice senza giri di parole: il prezzo sotto il quale ci rimetti: a questo prezzo copri i costi e basta. Sotto, la pagina aggiunge un confronto già pronto: in questo scenario il prezzo del servizio è 25,00 €, senza le voci che aggiungi in fattura: confronta i due numeri per vedere quanto puoi scendere prima di rimetterci.

A quel prezzo il servizio copre due cose insieme: i costi che cambiano a ogni vendita e la quota di costi fissi che gli hai assegnato. Non copre le imposte e non copre i contributi, che stanno nell'altro gruppo di indicatori.

Da dove esce 22,11 €

Vale la pena vedere il conto, perché è quello che spiega la parte controintuitiva.

  1. I costi che Aurora sostiene a ogni piega, e che non dipendono dal prezzo, sono 15,85 €: 2,80 € di materiali, 12,00 € di lavoro, 1,00 € di altri costi variabili e 5 centesimi di commissione fissa.
  2. Gli 8.000,00 € di costi fissi assegnati vanno spalmati sui servizi previsti nell'anno, che sono 1.350 (540 clienti per 2,5 servizi a testa). Fanno 5,93 € per servizio.
  3. I due numeri insieme fanno 21,78 €. Manca un ritocco, perché la commissione dell'1,5% cresce insieme al prezzo: tenendone conto, il prezzo che porta il margine operativo esattamente a zero è 22,11 €.

Aurora ne pratica 25,00 €, e infatti la pagina scrive il prezzo è sopra il pareggio di 2,89 €.

La parte che sorprende: il pareggio dipende da quanti servizi prevedi

Guarda il passaggio 2. Il pareggio non nasce solo dai costi: nasce dai costi divisi per il volume che hai dichiarato. Cambia il volume e il pareggio si muove, anche se non hai toccato un solo prezzo di acquisto.

Se Aurora si aspettasse 900 servizi invece di 1.350, la quota di costi fissi per servizio passerebbe da 5,93 € a 8,89 €, e il prezzo di pareggio finirebbe sopra i 25,00 € che sta praticando oggi. Stessi costi, stesso listino, stesso salone: cambia solo la previsione, e il servizio passa da sopra il pareggio a sotto.

Questo ha due conseguenze pratiche.

La prima è che una previsione ottimistica sui clienti non è un dettaglio ottimistico: è un pareggio più basso del vero, cioè un margine di sicurezza che sulla carta c'è e nella realtà no. Se i clienti attesi li hai messi a sentimento, quel numero merita più attenzione del prezzo dei materiali.

La seconda è che i volumi non sono un dato del destino. Quanti servizi farai dipende anche da quante persone tornano, che è un lavoro diverso da quello sul prezzo e si misura in altro modo: se il tuo problema è che i clienti vengono una volta e spariscono, il tema è recuperare i clienti che non tornano, non il listino.

Che cosa il pareggio non dice

Due precisazioni, perché è il numero più facile da sovrainterpretare.

Non è il prezzo minimo che puoi praticare. È il prezzo al quale, con i costi e i volumi che hai dichiarato, il servizio non lascia né guadagno né perdita. Scendere sotto non fa scattare niente di automatico: cambia il risultato, e sta a te decidere se ha senso.

Sotto il pareggio non vuol dire perdere soldi a ogni prestazione. Finché il prezzo copre i costi che cambiano a ogni vendita, ogni prestazione lascia comunque qualcosa che va a coprire i costi fissi: semplicemente, con il volume ipotizzato, non arriva a coprirli tutti. È una distinzione che conta molto quando un servizio va male. La scala del pareggio ti dice da che parte del pareggio sei, non se stai coprendo i costi che cambiano a ogni vendita: quello lo leggi confrontando il tuo prezzo con il Costo variabile unitario.

Le tre visuali, e quante ne vedi davvero

Sotto la griglia c'è la sezione Come si compone e dove porta il risultato. Contiene tre visuali, ognuna con la stessa informazione scritta anche in forma di elenco sotto il disegno, così i numeri restano leggibili senza doverli ricavare dal grafico.

Quante ne vedi dipende da che percorso hai fatto, e questo spiega perché la tua pagina può essere diversa da quella di qualcun altro.

Dove finiscono i soldi pagati dal cliente risponde alla domanda più naturale che ci si fa davanti a un prezzo: di quello che incassi, quanto sono costi e quanto resta? La barra separa l'importo in tre voci — Materiali, lavoro, altri costi variabili e commissioni, Quota di costi fissi del servizio e Margine operativo del servizio — e sotto il disegno le ripete in chiaro, ognuna con il suo importo e la sua percentuale.

Attenzione a un dettaglio che cambia la lettura: la barra ragiona sull'anno, non sul singolo servizio. Nel caso di Aurora legge 21.903,75 € di costi variabili (64,9% del totale), 8.000,00 € di quota di costi fissi (23,7%) e 3.846,25 € di margine operativo (11,4%), su un Totale annuo pagato dai clienti di 33.750,00 €. Sono gli stessi tre numeri che trovi nella griglia, ed è utile verificare a mano che sommino: 21.903,75 + 8.000,00 + 3.846,25 fa esattamente 33.750,00 €. Le proporzioni valgono anche sul singolo servizio: su ogni 25 € che una cliente lascia in cassa, poco meno di 3 € restano davvero.

La divisione non è però garantita in ogni caso: la barra la mostra solo quando gli importi disponibili chiudono esattamente sul totale pagato dal cliente. Dove non chiudono — succede a chi applica l'IVA, perché il prezzo la comprende mentre costi e margine si misurano sull'incasso al netto — la barra non inventa una divisione approssimativa: mostra il prezzo in un'unica voce, Prezzo base, con costi e margine non separati, e dice che con i dati disponibili la divisione non sarebbe affidabile. Nel percorso solo economico la divisione in tre voci c'è.

Prezzo e punto di pareggio mostra se il prezzo del servizio è sopra o sotto il punto in cui copre i costi, con i due valori sulla stessa scala e la distanza scritta in chiaro. C'è sempre, purché entrambi i numeri esistano, ed è la visuale che si legge più in fretta: un colpo d'occhio e sai da che parte stai.

Quanto resta all'attività, passaggio per passaggio parte dai ricavi dell'intera attività e toglie una voce alla volta — costi, contributi stimati, premio INAIL quando c'è, imposte stimate — fino a quello che resta. Appartiene al secondo gruppo di indicatori e compare solo quando hai chiesto la stima di tasse e contributi ed è stato possibile produrla. Nel percorso solo economico non c'è, e non è un errore: non ci sono ancora le voci che dovrebbe sottrarre.

Il riquadro del «Livello della stima»

Sopra la griglia degli indicatori c'è il riquadro Livello della stima. Non assegna un voto al risultato: dichiara quale tipo di stima Price Lab è riuscito a produrre e con quali informazioni.

I livelli sono sei e hanno nomi espliciti: Stima fiscale non disponibile, Solo costi e margine, Stima molto approssimativa, Stima approssimativa, Stima parziale, Regole 2026.

Le prime due etichette descrivono un confine, non una posizione bassa della scala fiscale. Stima fiscale non disponibile significa che costi, prezzo e margine del servizio restano leggibili, ma la parte fiscale non è stata prodotta. Solo costi e margine, il livello di Aurora, significa invece che quella parte non è stata richiesta. Negli altri quattro casi la stima fiscale esiste e il nome indica quanto dipende da ipotesi oppure dai dati dichiarati.

Accanto al livello, il punto interrogativo apre Come leggere il livello della stima. Qui Price Lab precisa che il livello vale per tutti i numeri della pagina, prezzo consigliato compreso: quando è basso, il prezzo va letto come ordine di grandezza e non come listino. La scala fiscale va da Stima molto approssimativa, costruita su ipotesi valide in media, a Regole 2026, costruita per intero sui dati dichiarati.

Resta un limite decisivo: il livello misura quanto Price Lab sa della tua situazione fiscale, non se costi e volumi sono realistici. Lo strumento prende per buoni materiali, minuti, costo orario e clienti attesi che hai inserito. Un risultato può quindi mostrare Regole 2026 e poggiare su una previsione dei clienti troppo ottimistica. Il livello non corregge i dati di partenza e non li certifica.

Quando Price Lab sceglie un valore al posto tuo, il riquadro indica quanti dati mancano e offre il pulsante che porta a Come siamo arrivati al risultato, dove ogni ipotesi è accompagnata dal criterio usato. Il pulsante sposta soltanto la pagina. Nel percorso solo economico di Aurora il conteggio e il pannello non compaiono, perché non ci sono scelte fiscali da spiegare.

Come lo fai in Price Lab

  1. Apri Price Lab, completa i dati del tuo servizio e premi Calcola risultati.
  2. Leggi il Livello della stima, poi controlla se il valore che ti interessa appartiene a Redditività del servizio o a Risultato complessivo dell'attività — stima fiscale.
  3. Confronta esito e Sintesi per la tua attività: mostrano lo stesso margine operativo, in euro e in percentuale.
  4. Leggi Margine di contribuzione e Margine operativo del servizio in coppia: la loro differenza è la quota di costi fissi assegnata.
  5. Prima di confrontare due percentuali, verifica se sono margini o se una è il Ricarico %.
  6. Nella visuale Prezzo e punto di pareggio, misura la distanza fra il tuo prezzo e il Prezzo di pareggio lordo. Se il riferimento ti sorprende, ricontrolla Costi e Clienti e volumi, cambiando un dato per volta.
  7. Per una voce poco chiara, apri il punto interrogativo accanto al valore oppure il Glossario dei risultati.

Domande frequenti

Perché il margine operativo è scritto in euro in cima alla pagina e in percentuale nella sintesi?

Perché rispondono a due domande diverse. L'importo in euro dice quanto ti resta in un anno da quel servizio ed è il numero che confronti con quello che ti aspettavi. La percentuale dice quanto pesa quel residuo sui ricavi, ed è il numero che ti dice quanto margine di manovra hai se un costo sale o se devi fare uno sconto. Sui numeri dell'esempio sono 3.846,25 € e 11,4%: lo stesso risultato, misurato in due unità.

Se applico un ricarico del 100% sul costo, che margine ottengo?

Il 50%. Raddoppiare il costo significa che metà del prezzo è costo e metà è quello che resta. Con percentuali scritte come numeri interi, la formula è ricarico ÷ (100 + ricarico) × 100: un ricarico del 50% lascia un margine del 33,3%, uno del 200% lascia il 66,7%.

Un margine di contribuzione del 35,1% è un buon numero?

Non esiste una soglia valida per tutti, e diffida di chi te ne propone una: dipende da quanto pesano i tuoi costi fissi e da quanti servizi fai in un anno. Il confronto che serve davvero è interno: quel margine copre la quota di costi fissi che hai assegnato al servizio, cioè il tuo prezzo è sopra il Prezzo di pareggio lordo? E come sta rispetto agli altri servizi che offri, misurati con gli stessi criteri? Una percentuale confrontata con una media di settore letta da qualche parte non ti dice quasi niente.

Perché nella mia pagina non compare il gruppo «Risultato complessivo dell'attività — stima fiscale»?

Perché manca uno dei presupposti. O nello step La tua attività sei rimasto su Mi basta capire costi e margine; oppure hai chiesto la stima fiscale ma non hai ancora chiarito se il servizio coincide con tutta l'attività o descritto ciò che vendi oltre a lui. Price Lab preferisce non mostrare quelle voci piuttosto che mostrarle a zero, e ti indica che cosa manca.

Il prezzo di pareggio comprende anche imposte e contributi?

No. Copre i costi che cambiano a ogni vendita e la quota di costi fissi che hai assegnato al servizio, e si ferma lì: porta a zero il margine operativo, che è il risultato prima di imposte e contributi. Quelli vivono nell'altro gruppo di indicatori, restano una stima e vanno verificati con il tuo commercialista prima di usarli per decidere un prezzo.

Prezzi e margini

Vuoi vedere quale prezzo regge il margine che hai in mente?

Price Lab è lo strumento gratuito di Loymatic: parti dai tuoi costi e dai tuoi volumi e ottieni una stima di prezzo, margine e pareggio, senza account.