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Prezzi e margini

Alzare i prezzi senza perdere clienti

Come aumentare i prezzi senza perdere clienti: calcola prima quanti servizi puoi permetterti di perdere

Aumentare i prezzi senza perdere clienti non si può promettere: nessun conto prevede con certezza come reagiranno le persone. Puoi però rispondere a una domanda utile: quanti servizi (vendite) posso perdere prima che l’aumento non mi lasci più alcun vantaggio? La soglia si ottiene confrontando quanto resta su ogni servizio prima e dopo l’aumento. Solo dopo puoi tradurla in clienti, e soltanto a frequenza media invariata.

Parti dal prezzo che applichi, non da quello che vorresti

Un aumento si valuta contro una situazione reale. Prima devi sapere che cosa lascia il prezzo attuale, poi puoi chiederti che cosa cambierebbe con il nuovo prezzo.

In Price Lab il percorso parte dalla modalità Analizza il prezzo che pratichi oggi. Inserisci Prezzo che il cliente paga oggi, costi e volumi, quindi leggi il Margine di contribuzione: è quanto resta in un anno dopo i costi che cambiano a ogni vendita e prima dei costi fissi. Price Lab mostra il valore annuo; per ottenere quanto resta su un singolo servizio, dividilo per i servizi del primo anno. È questo valore unitario che serve per calcolare la soglia.

Poi torni allo step Obiettivo, passi a Trova il prezzo consigliato e inserisci il Margine obiettivo che vuoi raggiungere. Il prezzo ottenuto non va preso come una risposta automatica: serve come secondo punto del confronto. Se margine, ricarico e pareggio ti sembrano la stessa cosa, prima leggi come distinguere margine, ricarico e prezzo di pareggio.

Price Lab nello step Obiettivo, in modalità Analizza il prezzo che pratichi oggi, con il prezzo attuale del servizio
La modalità «Analizza il prezzo che pratichi oggi» parte dal prezzo reale del servizio prima di impostare un nuovo obiettivo.

La soglia si calcola in servizi, non in clienti

Il cliente è una persona; il servizio è ciò che vendi. Se una persona torna quattro volte, perderla non equivale a perdere un solo servizio. Per questo il conto corretto nasce dai servizi.

Chiamiamo:

  • A il margine di contribuzione che lascia oggi un servizio;
  • B il margine di contribuzione che lascerebbe lo stesso servizio al nuovo prezzo;
  • N i servizi che vendi oggi in un anno.

Se costi fissi e criteri restano uguali, i servizi che devi ancora vendere al nuovo prezzo per conservare lo stesso risultato sono:

servizi necessari dopo l’aumento = N × A ÷ B

La differenza fra i servizi di partenza e quelli necessari è quanti servizi puoi perdere prima di annullare il vantaggio:

servizi perdibili = N − servizi necessari dopo l’aumento

Questo conto confronta il margine, non il fatturato. Se dopo l’aumento incassi la stessa cifra con meno servizi, potresti stare meglio o peggio: dipende da quanto resta su ciascuno dopo materiali, lavoro, altri costi che cambiano a ogni servizio e commissioni.

La soglia conserva lo stesso margine operativo annuo di partenza in euro. Non conserva la percentuale di margine scelta per trovare il nuovo prezzo: se vendi meno servizi, la stessa quota di costi fissi pesa di più su ciascuno. Per sapere quale prezzo sostiene ancora il margine obiettivo con i nuovi volumi, devi aggiornare i volumi e rifare la stima.

Esempio stilizzato: il salone Aurora

Aurora vende la Piega a 25,00 €. È un esempio stilizzato, non un caso reale. I dati di partenza sono:

Campo, con l’etichetta a schermoValore
Su quale margine ragioniamoMargine operativo
Margine obiettivo30%
Prezzo che il cliente paga oggi25,00 €
Materiali per servizio2,80 €
Minuti di lavoro per servizio45
Costo orario pieno16,00 €/ora, cioè 12,00 € a servizio
Altri costi che cambiano a ogni servizio1,00 €
Commissione di pagamento in percentuale1,5%
Commissione di pagamento fissa0,05 €
Quanta parte dei tuoi costi fissi annui riguarda questo servizio8.000 €
Clienti attesi nel primo anno540
Servizi medi per cliente all’anno2,5

I volumi iniziali sono quindi 540 × 2,5 = 1.350 servizi all’anno.

Con le ipotesi della tabella, Price Lab cerca il prezzo che sostiene un margine operativo del 30% sui 1.350 servizi previsti e restituisce 31,79 €. È il nuovo prezzo usato nel confronto; non è un prezzo valido per ogni attività né una previsione della risposta dei clienti.

Quanto resta su ogni servizio oggi

Prima della commissione percentuale, ogni piega costa:

2,80 € + 12,00 € + 1,00 € + 0,05 € = 15,85 €

La commissione percentuale sul prezzo attuale è:

25,00 € × 1,5% = 0,375 €

Il costo che cambia con ogni piega è quindi 16,225 €, e il margine di contribuzione unitario è:

25,00 € − 16,225 € = 8,775 €

Nella pagina dei risultati il Costo variabile unitario compare arrotondato a 16,23 €. Dividendo il Margine di contribuzione annuo per 1.350 si ottengono circa 8,78 € per servizio. Nella formula teniamo 8,775 €: Price Lab usa più decimali nel conto e arrotonda gli importi quando li mostra. Partire da 8,78 € sposterebbe leggermente il punto in cui si passa da 583 a 584 servizi persi.

Su 1.350 servizi, dopo gli 8.000 € di costi fissi assegnati, il margine operativo annuo atteso è:

1.350 × 8,775 € − 8.000 € = 3.846,25 €

Quanto resta su ogni servizio dopo l’aumento

Con il nuovo prezzo atteso di 31,79 €, materiali, lavoro, altri costi e commissione fissa restano uguali. Cresce invece la commissione percentuale:

31,79 € × 1,5% = 0,47685 €

Il margine di contribuzione unitario diventa:

31,79 € − 15,85 € − 0,47685 € = 15,46315 €

L’aumento di prezzo è del 27,2% circa, ma quanto resta su ogni servizio cresce da 8,775 € a 15,46315 €, cioè di circa il 76,2%. Succede perché la maggior parte dei costi unitari non aumenta insieme al prezzo: l’unica voce che cresce in questo esempio è la commissione percentuale.

Quanti servizi venduti può perdere Aurora

Per conservare lo stesso margine operativo annuo di 3.846,25 €, Aurora deve ancora generare lo stesso margine di contribuzione annuo di prima, cioè 11.846,25 € prima dei costi fissi:

11.846,25 € ÷ 15,46315 € = 766,0955 servizi

La soglia continua è quindi:

1.350 − 766,0955 = 583,9045 servizi

Poiché nella realtà non si vende una frazione di servizio, la lettura operativa è questa:

  • perdendo 583 servizi, ne restano 767 e il margine operativo annuo atteso è 3.860,24 €, ancora leggermente superiore ai 3.846,25 € iniziali;
  • perdendo 584 servizi, ne restano 766 e il margine operativo annuo atteso scende a 3.844,77 €, leggermente sotto il valore iniziale.

Quindi, con queste ipotesi, Aurora può perdere al massimo 583 servizi nell’anno mantenendo un margine operativo annuo almeno pari a quello iniziale; il 584° lo porta appena sotto. È una soglia di confronto, non una previsione di quanti servizi perderà davvero e nemmeno una promessa che il margine resti al 30%.

Quando quei servizi diventano clienti

Solo adesso puoi tradurre la soglia in persone. L’operazione è lecita esclusivamente se mantieni invariata la frequenza media:

583,9045 servizi ÷ 2,5 servizi medi per cliente = 233,5618 clienti equivalenti

In parole semplici: la soglia continua equivale a circa 233,6 clienti medi. Se conti persone intere, 233 clienti equivalenti restano entro la soglia; 234 la superano, a condizione che ciascun gruppo continui a valere in media 2,5 pieghe all’anno. Non significa che Aurora perderà davvero 233 persone: è soltanto la traduzione aritmetica dei servizi perdibili.

Questa conversione richiede tutte le seguenti assunzioni, non soltanto la frequenza:

  • i 540 clienti iniziali acquistano in media 2,5 servizi ciascuno, per 1.350 servizi complessivi;
  • i clienti persi hanno lo stesso comportamento medio di quelli che restano;
  • materiali, minuti di lavoro, costo orario pieno e altri costi per servizio non cambiano;
  • ogni servizio continua a sostenere in media una commissione dell’1,5% più 0,05 €; se solo una parte degli incassi passa da quel metodo di pagamento, va usata una media coerente e il mix deve restare stabile;
  • gli 8.000 € di costi fissi assegnati al servizio restano uguali anche con meno volumi;
  • Aurora resta nel percorso Mi basta capire costi e margine: il confronto è economico, prima di imposte e contributi, e in questo esempio il prezzo inserito coincide con il ricavo usato per misurare il margine;
  • il prezzo di 31,79 € sostiene il Margine obiettivo del 30% sui 1.350 servizi iniziali, non sui volumi ridotti della soglia.

Se una cliente non sparisce ma passa da quattro pieghe a due, non hai perso una cliente: hai perso due servizi. Se perdi soprattutto le clienti che tornavano più spesso, dividere per 2,5 sottostima il danno. Per questo, nel controllo reale, conta prima i servizi e usa i clienti soltanto come traduzione secondaria.

C’è anche un limite pratico sul costo del lavoro. Il conto tratta i minuti inseriti come un costo di ogni servizio: meno servizi significano meno costo modellato. Se nel periodo osservato continui a pagare le stesse ore anche con appuntamenti vuoti, la soglia è più generosa del risparmio di cassa effettivo. In quel caso leggila come misura della capacità liberata e confrontala anche con i costi che continuerai davvero a sostenere.

Perché un piccolo aumento può cambiare molto il margine

Immagina un prezzo di 25 € con 22 € di costi che cambiano a ogni vendita. Restano 3 €. Se alzi il prezzo di 2 € e i costi restano quasi uguali, ciò che resta passa da 3 € a quasi 5 €: il prezzo è salito dell’8%, ma il margine unitario è cresciuto di circa due terzi.

Quando il margine di partenza è sottile, anche un piccolo aumento può quindi ridurre molto il numero di servizi necessario per ottenere lo stesso risultato. Quando il margine è già largo, lo stesso aumento pesa meno in proporzione. È il motivo per cui non esiste una percentuale di aumento buona per tutti: conta il rapporto fra quanto resta prima e quanto resta dopo, non l’aumento isolato.

C’è però una correzione da non dimenticare. Un aumento di 2 € non aggiunge automaticamente 2 € al margine: la Commissione di pagamento in percentuale cresce insieme al prezzo e, se aggiungi qualcosa al servizio per sostenere il nuovo listino, anche quel costo va contato. Promettere un trattamento in più senza inserirne minuti e materiali rende la soglia più generosa di quanto sia davvero.

Che cosa fare con la soglia

La soglia non dice «puoi perdere 583 servizi venduti e stare tranquillo». Dice dove finisce il margine di sicurezza economico dell’esempio. La decisione utile è trasformarla in un controllo con una data e una misura.

Fai un aumento graduale e misurabile

Se vuoi capire l’effetto di una singola modifica, parti da un servizio o da una famiglia di servizi di cui conosci bene costi, volumi e frequenza. Comunica il nuovo prezzo prima dell’appuntamento e scegli un periodo di osservazione coerente con la frequenza di ritorno. Se la cliente media torna ogni cinque mesi, due settimane di dati non bastano a dire nulla.

Graduale non significa ritoccare lo stesso prezzo ogni mese. Significa lasciare il tempo necessario per osservare i ritorni e non confondere l’effetto del prezzo con tre cambiamenti contemporanei. Se per chiarezza commerciale devi aggiornare tutto il listino insieme, puoi farlo, ma non potrai attribuire con la stessa precisione il calo di servizi a una sola voce.

Misura servizi, clienti e frequenza separatamente

Per il servizio aumentato registra almeno tre numeri nello stesso periodo dell’anno precedente:

  • servizi venduti;
  • clienti diversi che li hanno acquistati;
  • servizi medi per cliente.

Se i servizi scendono ma i clienti restano, è diminuita la frequenza. Se i clienti scendono ma la frequenza di chi resta sale, il danno in servizi è più piccolo del conteggio delle persone. È anche il motivo per cui un programma fedeltà per negozi può aiutarti a leggere e sostenere la frequenza: non rende innocuo un prezzo sbagliato, ma evita di confondere perdita di clienti e calo delle visite.

Sostieni il prezzo con valore, non con uno sconto automatico

Se aumenti e poi applichi a tutti uno sconto per paura, il prezzo effettivo torna verso quello vecchio mentre la comunicazione dell’aumento resta. Prima di scontare, rendi più chiaro ciò che il cliente riceve: puntualità, consulenza, durata, materiali, assistenza dopo il servizio. Se aggiungi qualcosa che costa tempo o prodotti, inseriscilo nei costi prima di rifare la soglia.

La ricerca non offre una frase magica che impedisca l’abbandono. Uno studio sulle reazioni agli aumenti collega le intenzioni di riacquisto sia all’ampiezza del rincaro sia alla correttezza percepita della sua motivazione; un più recente esperimento sul campo mostra che anche tipo e concretezza della spiegazione possono cambiare l’abbandono. Sono indicazioni per comunicare con chiarezza, non garanzie sul comportamento del tuo pubblico (Journal of the Academy of Marketing Science; Journal of Marketing).

Per approfondire la parte commerciale — valore percepito, assortimento e sconto usato come ultima leva — leggi come aumentare le vendite a prezzo pieno.

Come lo fai in Price Lab

  1. Apri Price Lab e scegli Analizza il prezzo che pratichi oggi.
  2. Inserisci prezzo attuale, costi, Clienti attesi nel primo anno e Servizi medi per cliente all’anno.
  3. Calcola e annota Margine di contribuzione e servizi del primo anno; dividi il primo valore per il secondo per ottenere il margine per servizio.
  4. Torna a Obiettivo, scegli Trova il prezzo consigliato e indica il nuovo Margine obiettivo.
  5. Calcola di nuovo, ricava il margine di contribuzione per servizio e applica la formula della soglia; controlla anche la distanza dal Prezzo di pareggio lordo.
  6. Converti i servizi in clienti solo se la frequenza media resta invariata; poi misura separatamente servizi, clienti e frequenza dopo l’aumento.

Domande frequenti

Devo avvisare tutti i clienti nello stesso momento?

Non necessariamente. È più utile fissare una regola semplice e uguale per casi uguali — per esempio nuovo prezzo da una data dichiarata — e comunicarla prima che la cliente arrivi alla cassa. Se fai eccezioni, annotale: il prezzo incassato davvero, non quello scritto sul listino, è quello da usare per verificare la soglia.

Se un cliente viene meno spesso ma non sparisce, come lo conto?

Come servizi persi, non come cliente perso. Se passava quattro volte e ora passa due, hai perso due servizi. La frequenza media va ricalcolata: finché cambia, non puoi tradurre correttamente la soglia dei servizi in un numero di clienti.

Uno sconto temporaneo dopo l’aumento cambia la soglia?

Sì. Lo sconto abbassa il prezzo effettivo e quindi il margine di contribuzione di quelle vendite. Se lo applichi spesso, devi rifare il conto usando il prezzo medio realmente incassato, comprese le promozioni, invece del nuovo prezzo pieno.

La soglia del salone Aurora vale anche per la mia attività?

No. Dipende da prezzo, costi per servizio, commissioni, costi fissi e volumi del tuo caso. Anche la traduzione in clienti dipende dalla tua frequenza media: 2,5 è un’ipotesi dell’esempio stilizzato, non una media valida per tutti.

Prezzi e margini

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Price Lab è lo strumento gratuito di Loymatic: parti dai tuoi costi e dai tuoi volumi e ottieni una stima di prezzo, margine e pareggio, senza account.